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Bliss point: il punto della beatitudine

AlimentazionePosted by Enza Bellini Tue, July 05, 2016 23:56:36

Bliss point: il punto della beatitudine

Gran parte degli alimenti confezionati come bibite gassate e zuccherate, gelati o snack e merendine dolci o salate già pronte, creano una vera e propria dipendenza che porta all’aumento di peso e alla maggiore incidenza di patologie metaboliche più precoci. Perché avviene tutto ciò?

Grazie a un mix di ingredienti selezionati dalle industrie alimentari per ottenere il loro prodotto perfetto, ovvero un cibo che dia assuefazione e stimoli in chi lo assaggi la voglia di finire la confezione e di comprarne subito un’altra stimolando un senso di gratificazione e beatitudine, il Bliss Point per l’appunto.

Michael Moss, giornalista del New York Times, premio Pulitzer per un articolo sul batterio Escherichia Coli, nel suo libro “Salt Sugar Fat: How the Food Giants Hooked Us” descrive come le multinazionali del food americane, dalla fine degli anni ’90, conducano ricerche sui prodotti e nelle loro campagne di marketing alla ricerca del Bliss Point. Come evidenziato da Moss già nel titolo del libro, gli ingredienti che ci gratificano e mandano quasi in estasi sono zuccheri semplici, grassi e sale…ingredienti per niente legati al benessere.

Per meglio capire la definizione del mix ottimale del bliss point possiamo a casa prendere dell’acqua e dello zucchero, unire quest’ultimo in modo crescente e graduale, ottenendo via via una bevanda sempre più dolce. Inizialmente la bevanda risulterà sempre più gradita, ma a un certo punto, la miscela ci risulterà troppo dolce perché abbiamo superato il bliss point, ovvero la quantità di zucchero che rende più gradevole possibile quel prodotto. Le industrie alimentari non studiano il bliss point dello zucchero solo per bibite, merendine e biscotti, notoriamente legati nella nostra mente al dolce, ma anche per pane, pasta, pizza, salse e molti altri alimenti che hanno come ingredienti zuccheri sale e grassi.

Il meccanismo fisiologico che sta alla base del bliss point è la produzione di dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore che viene rilasciato nel cervello, influenza appunto il piacere, e sta alla base delle dipendenze da alcool e droga. Il nostro organismo si abitua a tale meccanismo e tende a ricercare una dose sempre maggiore e ad aumentare la frequenza di assunzione per ottenere la stessa sensazione.

Il punto di beatitudine è influenzato da diversi fattori:

-è più alto nei bambini rispetto agli adulti (per questo le aziende preparano mix diversi a seconda se il destinatario è un bambino)

-varia a seconda della consistenza di un cibo e dalla presenza di altri ingredienti che influenzano la sapidità (le aziende per ottenere la giusta percezione dei sapori sulla lingua polverizzano zucchero e sale, e uniscono esaltatori di sapidità agli zuccheri o grassi che fanno da veicolo ai sapori, grazie alla caratteristica di molte sostanze aromatiche di essere solubili nei lipidi)

-è influenzato dal consumo contemporaneo di bevande, ad esempio, se insieme ad una ciambella si consuma la Coca Cola, anch’essa zuccherata, il bliss point cambia.

Sebbene non ne siamo coscienti, tutti noi scegliamo gli alimenti in base al “punto di beatitudine” e non alla etichetta nutrizionale ed è per questo che si parla sempre più spesso di cibo spazzatura e di influenza dello stesso sulla nostra salute e sul nostro senso critico nella scelta di un alimento. Nel mio lavoro mi capita di ascoltare mamme che mi riferiscono preparazioni più assurde per riuscire a far mangiare un pò di verdure ai figli, togliendone e camuffandone aspetto sapore e consistenza, alimentando loro malgrado il circolo “sfizioso” proposto dall’industria.

Come superare tutto ciò?

Sicuramente attraverso la CONSAPEVOLEZZA e INFORMAZIONE CORRETTA sul cibo e sugli effetti sull’organismo. Uno studio dello USDA Human Nutrition Research Center on Aging (Tufts University) pubblicato sulla rivista Nutrition & Diabetes ha dimostrato che è necessario riabituare il cervello alla preferenza verso il cibo sano rispetto al trash-food. Cioè dobbiamo togliere il cibo spazzatura attraverso la consapevolezza che per restare in salute, la nostra alimentazione non deve dipendere dall’IMPULSO, ma da una scelta razionale. “Noi non iniziamo la nostra vita amando le patatine fritte e odiando invece la pasta integrale – afferma la ricercatrice Susan B. Roberts, co-autrice dello studio – Questo condizionamento avviene nel tempo in risposta all’alimentazione.”

La soluzione migliore per allontanarci da zuccheri semplici (dolciumi, merendine, prodotti da forno confezionati…) e dal condizionamento delle industrie alimentari è RI-EDUCARCI a godere dei benefici per la nostra salute dei cibi semplici e freschi, come frutta, verdura, yogurt, carne e pesce, e naturalmente dedicare del tempo alla loro preparazione e alla loro scelta utilizzando solo raramente alimenti precotti e pronti all’uso, che contengono additivi ed esaltatori della sapidità e del gusto



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